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Chiesa parrocchiale
San Candido

2024

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ALL’EDIFICIO:

Chiesa parrocchiale dedicata a San Michele Arcangelo
a San Candido

Situata nel cuore di San Candido, la chiesa parrocchiale è dedicata a San Michele Arcangelo. La sua storia affonda le radici nel Medioevo. Costruita originariamente nel XII secolo, la data esatta della sua fondazione non è tuttavia documentata con certezza. Nel corso dei secoli, la chiesa dedicata a San Michele è stata più volte ristrutturata e ampliata, dando vita a un intreccio di diversi stili architettonici.

L’edificio odierno rivela elementi barocchi, introdotti durante l’ampio rinnovamento nel XVIII secolo. Tra i suoi tratti distintivi si segnalano l’altare maggiore in stile barocco, gli stucchi e affreschi finemente decorati, oltre al campanile, anch’esso notevole e che definisce l’immagine della chiesa.

Dopo l’incendio nel 1735, la chiesa fu ricostruita negli anni successivi fino al 1760: la ricostruzione fu avviata dall’architetto Thomas Mair di Tristach e completata dal rinomato architetto della Val Pusteria Rudolf Schraffl. La consacrazione dell’edificio avvenne nel 1761.

Lavori eseguiti

  • Risanamento della facciata del campanile

  • Risanamento del cornicione del tetto della chiesa parrocchiale

  • Piccoli interventi di risanamento e ritocchi sulla facciata della chiesa parrocchiale

  • Risanamento del basamento della chiesa e del campanile, mediante rimozione degli intonaci con efflorescenze saline e ricostruzione con intonaco deumidificante

  • Risanamento del basamento interno della chiesa, mediante rimozione degli intonaci con efflorescenze saline e ricostruzione con intonaco deumidificante

Altri lavori eseguiti

  • Risanamento dell’accesso al campanile per migliorarne la sicurezza

  • Risanamento dei parapetti nelle aperture campanarie

  • Realizzazione di nuovi scuroni nelle piccole aperture campanarie per proteggere lo storico castello campanario ligneo

  • Risanamento delle fessure nelle volte a cupola e nei punti di collegamento con le mura della navata

  • Realizzazione di appoggi stabili nella zona di gronda dell’armatura del tetto della navata

  • Consolidamento statico dell’armatura del tetto nella zona di gronda per impedirne il ribaltamento

  • Rinforzo strutturale e risanamento di tre capriate dell’armatura del tetto

  • Fissaggio della navata nella zona centrale mediante due tiranti in acciaio ad alte prestazioni, posizionate sopra la volta, tra le cupole

  • Fissaggio dell’intera armatura del tetto per prevenire spostamenti laterali e trasferire le spinte orizzontali alle mura della navata

  • Installazione di grondaie nella zona di gronda del tetto per un drenaggio controllato delle acque di scioglimento, evitando così nuovi danni al cornicione del tetto​​

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